Incontri

Incontri con artisti e curatori

Questa sezione presenta una serie di incontri dedicati alle arti visive e alla pedagogia, parte integrante del progetto “Cianfrusaglie. Il metodo educativo di Rosa e Carolina Agazzi”, che si inserisce nell’offerta culturale del Museo delle Cianfrusaglie, volto a promuovere il una riflessione contemporanea sul Metodo Agazziano attraverso momenti educativi e artistici.

Stefano Arienti
Ricalco

dialogo con Stefano Giovanazzi, curatore aac Archivio arte contemporanea
introduce Denis Viva, professore associato al Dipartimento di Lettere e Filosofia.

Giovedì 2 ottobre 2025
ore 17:30
Aula 110, Dipartimento di Lettere e Filosofia, Università di Trento
Via Tomaso Gar 14, 38122 Trento

In occasione di “Cianfrusaglie. Il metodo educativo di Rosa e Carolina Agazzi” presso l’Aula del Dipartimento di Lettere dell’Università di Trento si è svolto l’incontro pubblico con l’artista Stefano Arienti.
L’artista è stato invitato a dialogare con il curatore dell’Archivio di Arte Contemporanea di Rovereto Stefano Giovanazzi sui temi riguardanti il rapporto esistente nel processo artistico fra improvvisazione e tecnica, strumento ed espediente, ideazione ed elaborazione materiale, riflessione e manipolazione. L’incontro è stato introdotto da Denis Viva, professore associato al Dipartimento di Lettere e Filosofia.

Cianfrusaglie e le opere dell’artista Stefano Arienti.
Stefano Arienti ha ideato uno specifico allestimento dello spazio espositivo che alla Fondazione Caritro ospita la mostra “Cianfrusaglie. Il metodo educativo di Rosa e Carolina Agazzi”.
In particolare, in occasione di Cianfrusaglie, l’artista ha pensato di realizzare dei tappeti in ciniglia per consegnarci una sua esperienza molto personale. Sui tappeti ha fatto stampare l’immagine di un’aiuola di iris simile a quella che lui annaffiava quando era all’asilo.
Camminando sui tappeti che introducevano il percorso espositivo il pubblico ha potuto comprendere il significato dell’opera e condividere l’esperienza di Stefano Arienti bambino, quella legata al giardinaggio, alla cura delle piantine, ma anche alla cura di sè.
Sebbene lontane nel tempo, alcune immagini riaffiorano con forza nella nostra mente: stiamo riempiendo l’annaffiatoio, ci avviciniamo alle piantine, proviamo a versare l’acqua non lontano dalle radici, ed evitando di danneggiare il gambo e i fiori, con la cura di cui siamo capaci.
Parte integrante dei processi formativi e conoscitivi proposti da Rosa Agazzi, è sicuramente un’esperienza che conserviamo per sempre dentro di noi.

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Il processo creativo di Stefano Arienti
Utilizzando semplici tecniche di manipolazione apprese fin dall’infanzia e attivando processi lineari a volte ripetitivi, Stefano Arienti trasforma oggetti comuni, spesso di uso quotidiano – come elenchi telefonici, fumetti, orari dei treni, fogli di carta, locandine e manifesti – in sculture. Queste opere, pur conservando la fragilità e la transitorietà del materiale impiegato, rivelano l’interesse dell’artista per le potenzialità comunicative insite nelle immagini della cultura popolare. Le immagini più diffuse e riconoscibili diventano così spunti per una rielaborazione personale. Attraverso gesti semplici come piegare le pagine di un libro, cancellare parti di un manifesto, ricalcare sagome mantenendo solo alcuni punti, o perforare le linee di un disegno, l’artista modifica la riconoscibilità immediata dell’icona.
Questo provoca uno spiazzamento percettivo nell’osservatore, riducendo il potere comunicativo dell’immagine originale. Il procedimento con cui Stefano Arienti realizza l’opera, la sua semplicità d’uso, è strettamente legato al modo in cui l’opera è stata pensata, immaginata: da sempre interessato all’arte processuale, in particolare al lavoro di artisti come Alighiero Boetti, o progettisti designer come Gio Ponti, l’artista affronta con ironia il confronto con le esperienze più radicali del ‘900 e del 20° Secolo, come il Futurismo, l’Arte Concettuale, l’Arte Povera e il Minimalismo.

Stefano Arienti
Stefano Arienti nasce nel 1961 ad Asola, nel Mantovano, da famiglia di origine contadina e trascorre l’infanzia in una vecchia cascina della campagna padana. Da ragazzo sviluppa interesse per gli studi scientifici e alla fine degli anni Settanta si trasferisce a Milano per frequentare la facoltà di Scienze Agrarie, dove si laurea nel 1986. Durante gli studi conosce alcuni giovani artisti dell’avanguardia milanese tra cui Corrado Levi che sarà il suo primo maestro. Esordisce in campo artistico senza alcuna formazione accademica: la sua creatività prende avvio da riflessioni che spaziano dal mondo della biologia a quello della storia dell’arte, dall’attrazione per la cultura orientale all’amore per la natura, cui si accompagna la passione per il collezionismo sviluppata fin da bambino.
Nel 1985 partecipa alla sua prima collettiva con Muffe, intervenendo con gessetti colorati sui muri scrostati e umidi dell’ex fabbrica di motori elettrici Brown Boveri nel quartiere Isola di Milano. É intuibile fin d’ora quella che sarà una costante nella metodologia dell’artista: intervenire su immagini, oggetti o superfici già esistenti per conferire loro nuovo aspetto e significato. Successivamente espone a Ferrara e a Milano; qui nel 1986 tiene la sua prima personale nello Studio di Corrado Levi e nel 1989 allestisce una mostra presso lo Studio Guenzani: presenta al pubblico la serie delle Alghe, lunghe e leggere strisce di plastica colorata pendenti dall’alto, e le Turbine, sculture ricavate dalla piegatura delle pagine di riviste e volumi di carta industriale: in entrambe le tipologie conta l’aspetto processuale della creazione dell’opera così come la scelta dei materiali, attinti alla realtà quotidiana. Boetti e Munari, Tony Cragg e Carla Accardi, Pino Pascali e Piero Gilardi sono gli artisti che esercitano sul giovane Arienti una sensibile influenza.
Nel 1990 è invitato a partecipare alla sezione “Aperto” della XLIV Biennale di Venezia e dal 1991 espone al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. E’ di questi anni una nuova serie di lavori: i Manifesti cancellati, i Libri cancellati e le Diapositive graffiate. Alla metà degli anni Novanta, l’affermazione in campo internazionale dell’artista è sancita dalla partecipazione ad esposizioni allestite in sedi prestigiose come il Museo Reina Sofia di Madrid. In quello stesso periodo Arienti inizia la sua sperimentazione di lavori improntati al rapporto con lo spazio e la società come, ad esempio, i Murazzi dalla cima, intervento su un tratto molto frequentato del lungo Po nel centro di Torino.
Nel 1997 le sue opere figurano in prestigiose mostre collettive come “Pittura Italiana” al Castello di Rivoli e “Fatto in Italia” al Centro d’Arte Contemporanea di Ginevra. Viene inoltre pubblicata, dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la prima monografia sull’artista.
Nel 2004 a Roma, il MAXXI, Museo delle Arti del XXI secolo, in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, gli dedica la prima grande personale pubblica. Nello stesso anno Arienti diviene artist in residence presso l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston, prestigiosa istituzione le cui collezioni di arti decorative e di arte asiatica saranno per lui spunto di nuova ispirazione. Nel 2007 una nuova e altrettanto importante residenza artistica gli viene offerta dall’Artpace di San Antonio nel Texas. Sono di questo momento i lavori eseguiti con la tecnica della traforatura, per mezzo della punta di un mini trapano, di materiali diversi attinti per lo più al mondo del quotidiano, dalle portiere di automobili ai dischi in vinile, i Macramè, che propongono i delicati effetti delle omonime trine su supporti inusuali come l’onice o il marmo, e i Libri tranciati. In questi ultimi anni l’artista si è anche cimentato con grandi installazioni di forte suggestione, come ad esempio quella denominata Enciclopedia, allestita nel 2009 con libri e lane cardate nel Complesso di Santo Spirito in Sassia a Roma. Alla fine del 2009 molte delle sue opere sono state esposte nella mostra personale allestita nel Palazzo Ducale di Mantova. Stefano Arienti ha insegnato all’Accademia di Belle Arti di Bergamo e dal 2003 è docente presso la facoltà di Design e Arti all’Università IUAV di Venezia.

Stefano Giovanazzi
(Rovereto TN, 4 marzo 1961). Fondatore e curatore di AAC Archivio Arte Contemporanea di Rovereto. Diplomato all’Istituto Magistrale Rovereto (TN) e di seguito all’Istituto Statale d’Arte, Trento, frequenta nei primi anni ‘80 l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove si diploma in Pittura con l’artista Emilio Vedova. Dal 1994 è presidente dell’associazione culturale Numero Civico. In più di trent’anni di attività ha curato eventi legati all’arte e al pensiero contemporaneo, e vanno ricordate le collaborazioni con artisti, musicisti e scrittori, con musei e istituti culturali, con governi e istituzioni governative: Senato della Repubblica Italiana, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Canadian Embassy, Gobierno Vasco-Governo Basco (Spagna), Instituto Cervantes di Cultura (Spagna), The British Council (Gran Bretagna), Ministero della Cultura Francese, Institut Français (Francia), Goethe Institut (Germania).

Denis Viva
Professore Associato, Dipartimento di Studi Umanistici, Università di Trento Membro della Scuola di Dottorato in Culture Europee, Dipartimento di Studi Umanistici, Università di Trento Membro del Comitato per la Scienza Aperta, Università di Trento Direttore di Palinsesti. Rivista on-line di arte contemporanea italiana, edita da TESEO – Università di Trento. https://teseo.unitn.it/palinsesti Membro del Réseau International pour la Formation à la Recherche en Histoire de l’Art. https://www.proartibus.org/membres Membro della Fondazione Kuratorium – VAF-Stiftung.
Progetti. Ottobre 2023 – Ottobre 2025 Border Art(E)scapes. Responsabile dell’Unità di Ricerca che coordina l’Unità di Ricerca dell’Università di Trento. PI. prof. Giorgio Bacci (Università di Firenze); altre unità prof. Chiara Brambilla (Università di Bergamo), prof. Valentina Porcellana (Università di Aosta), prof. Caterina Toschi (Università per Stranieri di Siena). Giugno 2023 XXI École de printemps – RIFHA Organizzazione della XXI École de printemps “Arte e Scienza. Materialità e Medialità”, Università di Trento. A cura di Denis Ribouillault, Eva Struhal e Denis Viva. Ottobre 2022 – Dicembre 2024 Officina Espositiva. Progetto di ricerca principale sostenuto nell’ambito del piano triennale del Dipartimento di Studi Umanistici, Università di Trento Aprile 2020 – Agosto 2022 La Storia dell’arte nelle scuole secondarie superiori. Progetto di ricerca principale sostenuto dal CeASUM, Università di Trento. Seminari e workshop sull’insegnamento della Storia dell’arte nelle scuole superiori. 2018-2019 VARIA. Collaboratore per la Regione Trentino Alto Adige Censimento degli archivi video in Italia per il database web https://varia.cultura.gov.it/ 19 aprile 2013 – 18 aprile 2016 CAPTI. Ricercatore del Progetto di Unità di Ricerca sostenuto dal Grant “FIRB 2012” del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. “Diffondere la cultura visiva: l’arte contemporanea attraverso periodici, archivi e illustrazioni”: il progetto si è concentrato sulla storia e lo sviluppo dei periodici d’arte italiani dal 1945 al 1980 attraverso pubblicazioni, convegni e la digitalizzazione di queste riviste su un database web www.capti.it.: Incontri

Chiara Bettazzi, artista
Wonder Objects

dialogo con Stefano Riba, docente di Storia dell’arte contemporanea e curatore a Foto Forum Bolzano, e Stefano Giovanazzi curatore di aac archivio arte contemporanea


Martedì 7 ottobre 2025
ore 17:00
Aula Colonna
Fondazione Caritro Trento
via Garibaldi

Contenuti dell’incontro
Il confronto con l’artista Chiara Bettazzi e Stefano Riba, curatore presso Foto Forum, è l’occasione per verificare come alcune istituzioni, ma anche associazioni e artisti, sul territorio della Regione Trentino-Alto Adige stanno attualizzando quel tipo di sensibilità e di attenzione al mondo tipico del pensiero agazziano. Come spiega Stefano Riba: “Partendo dall’interesse di Bettazzi per gli oggetti d’uso quotidiano abbiamo invitato l’artista a lavorare sulla collezione di Hartmut Prünster, co-fondatore di Foto Forum, e appassionato accumulatore di “cianfrusaglie”. Bettazzi “pescherà” nell’archivio di Prünster – conservato in uno spazio attiguo alla galleria usata per le esposizioni dell’associazione – e, come da sua pratica, creerà assemblaggi di oggetti producendo inediti percorsi di significazione, creando nuove connessioni logiche e semantiche. La pratica dell’artista ha notevoli affinità con il metodo pedagogico delle sorelle Agazzi: i contributi dell’artista e dei curatori della mostra che si terrà a Foto Forum nel mese di dicembre 2025 sono particolarmente rilevanti per i temi proposti nel progetto “Cianfrusaglie. Il metodo educativo di Rosa e Carolina Agazzi”, poiché riguardano la complessità delle esperienze conoscitive e formative che danno forma alla struttura sociale nella quale siamo immersi.

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Chiara Bettazzi, Biografia
Chiara Bettazzi, vive e lavora a Prato. Artista e fondatrice dello spazio Ex industriale di via Genova; da anni indaga i linguaggi contemporanei all’interno del paesaggio industriale del territorio pratese. Da sempre interessata a innescare processi di sensibilizzazione e riappropriazione di spazi in abbandono, si dedica costantemente alla sua ricerca artistica, promuovendo l’arte contemporanea e creando numerosi legami con artisti, musicisti e spazi indipendenti del territorio. Nel 2005 apre il suo studio SC17 (www.sc17.it) riattivando l’area dell’ex lanificio Bini. Tutto il suo lavoro costantemente a contatto con edifici di archeologia industriale è profondamente legato a una riflessione sull’oggetto d’uso quotidiano. Tutto il suo procedere si muove sulla sottile linea patologica tipica della società contemporanea, da una parte orientata verso l’usa e getta e dall’altra votata all’accumulo compulsivo di oggetti di dubbia utilità. Si dedica da anni alla direzione artistica di vari progetti di cultura contemporanea trasformando SC17 in un progetto di ricerca sul territorio con cui crea collaborazioni con diverse figure professionali. Dal 2015 crea il progetto TAI – Tuscan art industry (www.tuscanartindustry.com), un laboratorio contemporaneo che rielabora un nuovo concetto di riconversione produttiva all’interno delle ex industrie toscane. Dal 2016 coordina il laboratorio costantemente attivo di Industrial Heritage map, mappatura e archiviazione del patrimonio industriale della città di Prato e dell’area della Val di Bisenzio. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private tra cui: Castello di Ama Siena, Museo di Santa Maria della Scala Siena, Collezione Farnesina Roma, Casa Masaccio Centro per l’arte contemporanea San Giovanni Valdarno.

Mostra di Chiara Bettazzi presso Foto Forum
Partendo dall’interesse di Bettazzi per gli oggetti d’uso quotidiano abbiamo invitato l’artista a lavorare sulla collezione di Hartmut Prünster, co-fondatore di Foto Forum, e appassionato accumulatore di “cianfrusaglie”.
Bettazzi “pescherà” nell’archivio di Prünster – conservato in uno spazio attiguo alla galleria per le esposizioni dell’associazione – e, come da sua pratica, creerà assemblaggi di oggetti che li resinificheranno creando nuove connessioni logiche e semantiche. La pratica dell’artista ha notevoli affinità con il metodo pedagogico delle sorelle Agazzi, sicuramente quindi il contributo dell’artista e dei curatori della mostra di Foto Forum potranno essere importanti nell’ambito degli eventi collaterali del progetto “Cianfrusaglie. Il metodo educativo di Rosa e Carolina Agazzi”.

Foto Forum
Foto Forum è una piattaforma dedicata alla fotografia che realizza mostre, eventi, talk, workshop, laboratori e libri fotografici. Nata nel 1994 a Bolzano, il programma espositivo della galleria propone lavori di fotografi nazionali e internazionali, sia emergenti sia affermati di diversi
generi: fotografia artistica, documentaria e concettuale. Negli ultimi anni l’attività dell’associazione si è ampliata con una sezione didattica ed esperienziale per promuovere la fotografia su nuovi livelli dedicati a un pubblico più ampio. Riteniamo particolarmente importante dare spazio alle nuove generazioni. Consideriamo la fotografia parte della società con la quale i fotografi si confrontano ed elaborano con i diversi linguaggi la complessità del reale. La galleria è uno spazio aperto, un luogo d’incontro, d’informazione e di scambio per persone interessate alla fotografia e alla cultura visiva. Il direttivo artistico è formato da Sabine Gamper, Quirin Prünster, Stefano Riba, Anni Seligman e Martino Stelzer e Gunther Waibl.

Stefano Riba, Biografia
Stefano Riba ha iniziato a lavorare con l’arte nel 2002 come tecnico e installatore. All’epoca, mentre lavorava fisicamente all’allestimento e allo smontaggio di mostre in gallerie e musei, Riba svolgeva anche attività di ricerca per la mia laurea triennale e magistrale in Estetica. Quest’atteggiamento mentale e fisico nei confronti della pratica artistica non mi ha mai abbandonato. Oggi Stefano Riba è curatore, ma anche installatore professionista; è scrittore ma anche assistente d’artista; Riba è gallerista ma anche artigiano. Nell’ultimo decennio ha lavorato presso/per: Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Museum Ludwig Köln, Fondazione Merz, Castello di Rivoli, Museion, Ar/Ge Kunst, Hangar Bicocca, Manifesta 9 Genk, Biennale di Venezia, Galleria Giorgio Persano, Galleria Michela Rizzo, Galeria Marso. Ho scritto articoli e recensioni per Flash Art, Alias, Il Manifesto, Artribune. Nel 2012 Stefano Riba è stato co-fondatore di PrintAboutMe Micro-Press, una casa editrice indipendente, e nello stesso anno ha fondato VAN DER, una sorta di galleria commerciale. Dal 2014 curo Passi Erratici, una mostra annuale su arte e montagna che si tiene ogni luglio al Museo Nazionale della Montagna di Torino. Stefano Riba vive tra Torino e Bolzano. Da ottobre 2016, Stefano Riba è professore a contratto per Exhibit Design e assistente di studio per lo STUDIO EXHIBIT all’interno del Corso di Laurea Triennale in Arte presso la Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano.: Incontri


Francesca Verga
Marc Camille Chaimowicz. Here and There…

Dialogo tra Francesca Verga, curatrice Ar/Ge Kunst, Bolzano, Stefano Giovanazzi curatore, Stefano Riba, curatore, docente.

Martedì 7 ottobre 2025

ore 18:00
Aula Colonna
Fondazione Caritro Trento
via Garibaldi


Contenuti dell’incontro
L’intervento si basa sulla pratica artistica di Marc Camille Chaimowicz (1947-2024), artista polacco e francese. Ispirato anche dalla professione di sua madre, Marie Tailhardat, sarta, amava lavorare fondendo diversi materiali nella sua pratica artistica. Il suo obiettivo era la creazione di uno spazio scenico, con una sensibilità intimistica, domestica, in cui potessero convivere elementi artistici con oggetti della quotidianità: mobili, soprammobili, cianfrusaglie, materiali disegnati e altri prodotti trovati. Amava fare “shopping”, diceva, tra questi due mondi: la vita e l’arte, l’arte e la vita.

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Francesca Verga
Francesca Verga è co-direttrice artistica di Ar/Ge Kunst, Kunstverein a Bolzano, e si occupa di curatela, scrittura, gestione e ricerca nelle arti contemporanee. È stata assistente curatrice del Padiglione Italia alla 60. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia (2024). Ha un dottorato presso il dipartimento di Arte e Cultura dell’Università di Amsterdam (2022). È stata coordinatrice curatoriale della biennale Manifesta 13 (Marsiglia, 2020) e coordinatrice generale di Manifesta 12 (Palermo, 2018).

AR/GE KUNST
Ar/Ge Kunst, Kunstverein di Bolzano, è stata fondata nel 1985 negli spazi di Via Museo 29. Il nome Ar/Ge Kunst deriva dall’abbreviazione di Arbeitsgemeinschaft (comunità di lavoro) a indicare l’obiettivo di promuovere un’idea di lavoro collettivo e riferito anche a qualcosa di scomodo e inatteso (dalla parola tedesca arge). L’obiettivo è considerare il kunstverein come un presidio di ricerca e produzione per le arti contemporanee, nel quale ogni nuova produzione si plasma all’interno di un gruppo di lavoro proveniente da diversi settori, per riflettere su questioni sociali, legali e artistiche.



: Incontri

Carlo La Manna e Giuseppe Calliari
La musica delle cose

Testimonianze video di sperimentazioni espressive con Carlo La Manna, contrabbassista, narratore e compositore, e Giuseppe Calliari, storico della musica, curatore, scrittore e poeta

Sabato 25 ottobre 2025

ore 11:00
Sala conferenze
Fondazione Caritro Trento
via Garibaldi

Biografie
CARLO LA MANNA
Contrabbassista, narratore e compositore trentino, intreccia jazz, musica contemporanea e ricerca sonora. Collaborazioni con Arvo Pärt, Philip Glass, Antonella Ruggiero, Giovanni Sollima, Marco Ambrosini e Daniele Di Bonaventura. Oltre venti produzioni discografiche, fino a Te Audire (2025), progetto che unisce musica, visione e spiritualità.

GIUSEPPE CALLIARI
Autore di monografie – Ferruccio Busoni (2011), Laurence Feininger (2022) – e contributi su Mozart, Zandonai, Dionisi. Curatela degli Scritti sulla musica di Andrea Mascagni (1998) e di biografie critiche di musicisti trentini. Testi per compositori – liriche da camera, pagine corali, scene teatrali in musica – e progetti che incrociano musica e letteratura.


Stefano Giovanazzi
La teoria dei giochi. Immaginario, simbolico e reale

Dialogo tra Stefano Giovanazzi, curatore AAC Archivio Arte Contemporanea Rovereto, e il pubblico di Cianfrusaglie

Sabato 25 ottobre 2025

ore 17:00
Sala conferenze
Fondazione Caritro Trento
via Garibaldi

Contenuti dell’incontro
La teoria dei giochi, è un punto nevralgico nella descrizione delle dinamiche individuali e collettive; la lingua, tanto cara a Rosa Agazzi, e il suo uso segnano un punto di svolta nell’esperienza umana: la cura di sé e il mutuo aiuto trovano conforto nel pensiero, nelle parole e nelle azioni. L’incontro affronta la questione della complessità della vita, come tratto caratteristico della “formazione” di ogni persona. La lingua, lo sappiamo, è un organismo altrettanto complesso. Da dove nasce e come si declina, rimane terreno di discussione. La incontriamo spesso nella forma di enunciati di vario tipo: dalle prescrizioni – ordini, comandi, istruzioni, raccomandazioni, domande, preghiere, suppliche, ecc. – ma anche in quella d’interrogazioni, promesse, descrizioni letterarie e artistiche, solo per ricordarne alcune. Come ci ricorda Jean-François Lyotard: «ogni enunciato deve essere considerato come una “mossa” fatta nell’ambito di un gioco».

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Stefano Giovanazzi
Stefano Giovanazzi (Rovereto TN, March 4, 1961). Graduated from the Magistral Institute in Rovereto (TN) and subsequently from the State Institute of Art in Trento. In the early 1980s, he attended the Academy of Fine Arts in Venice, where he graduated in Painting under the artist Emilio Vedova. Founder and curator of AAC (Contemporary Art Archive) of Rovereto, since 1994 he has been the president of the cultural association Numero Civico. Over more than thirty years of activity, he has curated events related to contemporary art and thought, and notable collaborations include: Governments and governmental institutions such as the Italian Senate, the Ministry of Cultural Heritage and Activities, the Canadian Embassy, the Basque Government (Spain), the Cervantes Institute (Spain), The British Council (United Kingdom), the French Ministry of Culture, the French Institute (France), and the Goethe-Institut (Germany).

AAC Archivio Arte Contemporanea
I materiali dell’esposizione provengono da Archivio Arte Contemporanea, un deposito di oggetti e idee che condensa esperienze fra le più espressive del pensiero contemporaneo. Ideato da Stefano Giovanazzi nel 1980, nel corso degli anni l’archivio ha raccolto e conserva 180.000 documenti ‒ opere d’arte, libri d’artista, monografie e periodici, registrazioni sonore, video, ephemeral, manifesti e fotografie ‒ testimonianza di incontri con i protagonisti dell’arte contemporanea e con alcune tra le figure più importanti della riflessione filosofica e letteraria contemporanea. Dagli esordi a Venezia, le acquisizioni hanno subito varie accelerazioni. Oggi, l’archivio promuove le esperienze più innovative dell’arte contemporanea tramite prestiti e curando progetti in collaborazione con accademie, musei, fondazioni e altre istituzioni. La ricerca di documenti verte in particolare sui ‘movimenti’: Futurismo, Dadaismo, Informale, Neodada, Pop Art, Optical Art e Arte Cinetica, Arte Concettuale e Minimal, Arte Povera, Transavanguardia, Nuovi Nuovi; Situazionismo e Movimento Studentesco (’68, ’77), Utopismo e Fantascienza, Femminismo.

Numero Civico
L’associazione culturale Numero Civico promuove le arti e il pensiero contemporaneo grazie ad una serie di pratiche quotidiane volte a favorirne la condivisione, la produzione, la gestione e la conservazione; facilita i rapporti tra gli artisti, le istituzioni culturali esistenti, i collezionisti e il pubblico; partecipa all’ideazione, alla programmazione, e alla gestione di eventi culturali ed espositivi.
Fondata a Rovereto nel 1994, sin dall’inizio della sua attività Numero Civico ha collaborato con numerose importanti istituzioni nazionali e internazionali.
Musei e Centri: Centro per l’Arte Contemporanea “L. Pecci”, Prato, MART museo d’arte moderna e contemporanea di trento e rovereto, Trento e Rovereto TN, La Biennale di Venezia, Venezia, Galleria Civica di Arte Contemporanea, Trento, ICA Institut of Contemporary Art, London, Museo Tridentino di Scienze Naturali, Trento, MUSE, Museo Castello del Buonconsiglio, Trento.
Fondazioni: La Biennale di Venezia, Fondazione Archivio Boetti, Fondazione Fiumara d’Arte, Fondazione Il giardino di Daniel Spoerri, Fondazione Accorsi, Fondazione Achille Marazza, Fondazione Antonio Ratti, Fondazione Arnaldo Pomodoro, Fondazione Tito Balestra, Fondazione Bandera per l’Arte, Fondazione Baruchello, Fondazione Bevilacqua La Masa, Fondazione Cargaleiro, Fondazione dell’Ordine degli Architetti, Fondazione delle Stelline, Fondazione Alta Cultura Orestiadi, Fondazione Roberto Longhi, Fondazione Italiana per la Fotografia, Fondazione Lanfranco Baldi, Fondazione Luciana Matalon, Fondazione Lucio Fontana, Fondazione Magnani Rocca, Fondazione Mazzullo, Fondazione Mudima, Fondazione Morra, Fondazione Nicola Trussardi, Fondazione Palazzo Albizzini-Burri, Fondazione Palazzo Bricherasio, Fondazione Pistoletto, Fondazione Prada, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Scientifica Querini Stampalia, Fondazione Southeritage, Fondazione Teseco, Fondazione Zappettini, Kunst Merano Arte, FAI Fondo Ambiente Italiano, Palazzo della Permanente, La Casabianca Malo, Fattoria di Celle-Collezione Gori.
Gallerie ed Associazioni Culturali: CRAM, Mezzocorona (TN), Galleria Mazzoli, Modena, Galleria Massimo Minini, Brescia, Studio Guenzani, Milano, Galleria Continua, San Gimignano (SI), Antonio Colombo Gallery, Milano, Molto Multimedia Gallery, Milano, C/O, Milano, Kunstforum, Merano BZ, Artforum, Merano BZ, Arge-Kunst, Bolzano, Foto Forum, Bolzano, Galleria Marabini, Bologna, Galerie Thoman, Innsbruck [A], Galleria Il Castello, Trento, Galleria Improvvisazione Prima, Trento, Interzona, Verona, Galleria Neon, Bologna, Galleria Fabbrica Eos, Milano, Mairania857, Merano (BZ), Veragouth Arte Contemporanea, Lugano [CH], associazione VIAINDUSTRIAE, Foligno, Werkbank, Lana (BZ), Ziggurat, Trento.Governi e istituti governativi: Senato della Repubblica Italiana, Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Canadian Embassy, Gobierno Vasco-Governo Basco (Spagna), Instituto Cervantes di Cultura (Spagna), The British Council (Gran Bretagna), Ministero della Cultura Francese, Institut Français (Francia), Goethe Institut (Germania).
Enti ed altre istituzioni: Università degli Studi di Trento, Bezirksamt Treptow von Berlin, Municipalità di Berlino, Scuola di Liuteria “Antonio Stradivari” di Cremona, Istituto d’Arte “F. Depero” Rovereto TN, APT Azienda di promozione turistica di Rovereto e Vallagarina, APT Azienda di promozione turistica di Trento, Comprensorio della Vallagarina, BIM dell’Adige, Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento. Regioni e Provincie: Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, Provincia Autonoma di Trento, Provincia Autonoma di Bolzano. Amministrazioni comunali: Comune di Ala TN, Comune di Besenello TN, Comune di Bolzano, Comune di Borgo Valsugana TN, Comune di Brentonico TN, Comune di Calliano TN, Comune di Foligno PG, Comune di Isera TN, Comune di Mori TN, Comune di Merano BZ, Comune di Venezia, Comune di Trento, Comune di Rovereto TN, Comune di Ronzo-Chienis TN, Comune di Ruffrè TN, Comune di Villa Lagarina TN, Comune di Volano TN.



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