BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Museo delle Cianfrusaglie - ECPv6.18.0//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://www.museodellecianfrusaglie.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Museo delle Cianfrusaglie
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20251005
DTEND;VALUE=DATE:20251026
DTSTAMP:20251020T154251Z
CREATED:20250926T132304Z
LAST-MODIFIED:20251020T154251Z
UID:268-1759622400-1761436799@www.museodellecianfrusaglie.it
SUMMARY:Libri pensanti. Libri illustrati per bambini
DESCRIPTION:a cura di Stefano Giovanazzi \ndocumenti originali provenienti da AAC Archivio Arte Contemporanea Rovereto \n  \nFondazione Caritro\, Trento\, ingresso via Garibaldi\n4 – 25 ottobre 2025\nmartedì – sabato\, dalle ore 16.00 alle ore 19.00\nentrata libera e gratuita \nProgetto\nNell’immensa produzione ideativa\, grafica e artistica delle pubblicazioni illustrate per l’infanzia e dei libri d’artista\, Stefano Giovanazzi selezionerà da AAC Archivio Arte Contemporanea di Rovereto alcuni documenti particolarmente rilevanti in relazione al pensiero di Rosa e Carolina Agazzi. Da Index Book di Andy Warhol che contiene numerosi pop-up\, ai libri tagliati di Stefano Arienti\, dal minicatalogo Expertise Express di Giancarlo Norese\, al Piccolo Teatro di Rébecca Dautremer\, sino alle esperienze di abecedari impossibili di Michael Snow\, o agli oggetti più radicali di Peter Brötzman\, passando per Munari\, Lodi\, ed Enzo Mari\, ci si potrà confrontare con tecniche\, pratiche\, materiali\, linguaggi\, tutte zone di scorrimento tra immaginario e reale. \n\n  \n\nContinua a leggere\n\nAAC Archivio Arte Contemporanea\nI materiali dell’esposizione provengono da Archivio Arte Contemporanea\, un deposito di oggetti e idee che condensa esperienze fra le più espressive del pensiero contemporaneo. Ideato da Stefano Giovanazzi nel 1980\, nel corso degli anni l’archivio ha raccolto e conserva 180.000 documenti ‒ opere d’arte\, libri d’artista\, monografie e periodici\, registrazioni sonore\, video\, ephemeral\, manifesti e fotografie ‒ testimonianza di incontri con i protagonisti dell’arte contemporanea e con alcune tra le figure più importanti della riflessione filosofica e letteraria contemporanea. Dagli esordi a Venezia\, le acquisizioni hanno subito varie accelerazioni. Oggi\, l’archivio promuove le esperienze più innovative dell’arte contemporanea tramite prestiti e curando progetti in collaborazione con accademie\, musei\, fondazioni e altre istituzioni. La ricerca di documenti verte in particolare sui ‘movimenti’: Futurismo\, Dadaismo\, Informale\, Neodada\, Pop Art\, Optical Art e Arte Cinetica\, Arte Concettuale e Minimal\, Arte Povera\, Transavanguardia\, Nuovi Nuovi; Situazionismo e Movimento Studentesco (’68\, ’77)\, Utopismo e Fantascienza\, Femminismo.
URL:https://www.museodellecianfrusaglie.it/evento/libri-pensanti-libri-illustrati-per-bambini/
LOCATION:Fondazione Caritro\, via Garibaldi 10-12\, Trento\, Italy\, 38122\, Italy
CATEGORIES:Arti visive,Educazione,Pedagogia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museodellecianfrusaglie.it/wp-content/uploads/2025/09/Oldenburg.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20251005
DTEND;VALUE=DATE:20251026
DTSTAMP:20251126T221049Z
CREATED:20250926T132114Z
LAST-MODIFIED:20251126T221049Z
UID:266-1759622400-1761436799@www.museodellecianfrusaglie.it
SUMMARY:Libri pensanti. Libri d’artista
DESCRIPTION:a cura di Stefano Giovanazzi\n\nDocumenti originali provenienti da AAC Archivio Arte Contemporanea  Rovereto\n\nFondazione Caritro\, Trento\, ingresso via Garibaldi\n\nmartedì – sabato\, dalle ore 16.00 alle ore 19.00\, entrata libera e gratuita\n\n \nProgetto\nNell’immensa produzione ideativa\, grafica e artistica delle pubblicazioni illustrate per l’infanzia e dei libri d’artista\, Stefano Giovanazzi selezionerà da AAC Archivio Arte Contemporanea di Rovereto alcuni documenti particolarmente rilevanti in relazione al pensiero di Rosa e Carolina Agazzi. Da Index Book di Andy Warhol che contiene numerosi pop-up\, ai libri tagliati di Stefano Arienti\, dal minicatalogo Expertise Express di Giancarlo Norese\, al Piccolo Teatro di Rébecca Dautremer\, sino alle esperienze di abecedari impossibili di Michael Snow\, o agli oggetti più radicali di Peter Brötzman\, passando per Munari\, Lodi\, ed Enzo Mari\, ci si potrà confrontare con tecniche\, pratiche\, materiali\, linguaggi\, tutte zone di scorrimento tra immaginario e reale.\n\nContinua a leggere\nAAC Archivio Arte Contemporanea\nI materiali dell’esposizione provengono da Archivio Arte Contemporanea\, un deposito di oggetti e idee che condensa esperienze fra le più espressive del pensiero contemporaneo. Ideato da Stefano Giovanazzi nel 1980\, nel corso degli anni l’archivio ha raccolto e conserva 180.000 documenti ‒ opere d’arte\, libri d’artista\, monografie e periodici\, registrazioni sonore\, video\, ephemeral\, manifesti e fotografie ‒ testimonianza di incontri con i protagonisti dell’arte contemporanea e con alcune tra le figure più importanti della riflessione filosofica e letteraria contemporanea. Dagli esordi a Venezia\, le acquisizioni hanno subito varie accelerazioni. Oggi\, l’archivio promuove le esperienze più innovative dell’arte contemporanea tramite prestiti e curando progetti in collaborazione con accademie\, musei\, fondazioni e altre istituzioni. La ricerca di documenti verte in particolare sui ‘movimenti’: Futurismo\, Dadaismo\, Informale\, Neodada\, Pop Art\, Optical Art e Arte Cinetica\, Arte Concettuale e Minimal\, Arte Povera\, Transavanguardia\, Nuovi Nuovi; Situazionismo e Movimento Studentesco (’68\, ’77)\, Utopismo e Fantascienza\, Femminismo.
URL:https://www.museodellecianfrusaglie.it/evento/libri-pensanti-libri-dartista/
LOCATION:Fondazione Caritro\, via Garibaldi 10-12\, Trento\, Italy\, 38122\, Italy
CATEGORIES:Arti visive
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museodellecianfrusaglie.it/wp-content/uploads/2025/09/Paolini-b.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251004T160000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251025T190000
DTSTAMP:20251127T100646Z
CREATED:20251104T155112Z
LAST-MODIFIED:20251127T100646Z
UID:650-1759593600-1761418800@www.museodellecianfrusaglie.it
SUMMARY:Cianfrusaglie. Il metodo educativo delle sorelle Rosa e Carolina Agazzi
DESCRIPTION:a cura di \nFrancesca Cristellotti \nStefano Giovanazzi \nMorea Quardi \nA tre anni dalla pubblicazione della monografia “Cianfrusaglie. L’Asilo San Martino di Trento e il metodo delle sorelle Agazzi”\, Ente San Martino di Trento presenta al pubblico del Trentino Alto-Adige l’esposizione dal titolo:“CIANFRUSAGLIE. Il metodo educativo di Rosa e Carolina Agazzi”Unica nel suo genere\, la mostra presenta per la prima volta al pubblico una parte consistente della collezione di oltre 2.700 oggetti originali che compongono il “Museo delle Cianfrusaglie”\, innovativo strumento ideato dalle pedagogiste italiane Rosa e Carolina Agazzi sul finire dell’Ottocento.Preziosa testimonianza storica di un percorso educativo che nella città di Trento ha contribuito a formare generazioni di bambini\, il ‘Museo delle Cianfrusaglie’ dell’Asilo San Martino ha avuto la fortuna di essere conservato da Ente San Martino – che fondò l’asilo l’11 Ottobre 1899 – anche dopo l’adozione di metodologie didattico – pedagogiche più recenti.Nel corso del ‘900\, il ‘Museo delle Cianfrusaglie’ è stato utilizzato sostanzialmente in tutti gli asili del Trentino\, in quelli di lingua italiana in Alto Adige\, in Friuli-Venezia Giulia\, e in Lombardia dove l’intuizione di Rosa lo aveva visto nascere nel 1896: gran parte del pubblico visitando la mostra avrà l’occasione di ripensare al proprio ‘contrassegno’ ricamato sul grembiulino o applicato sull’appendiabiti.Il progetto espositivo intende mettere in luce la ricchezza ideativa e la complessità semantica di un metodo che\, anticipando le più avanzate teorie strutturaliste e le esperienze pedagogiche di Jean Piaget\, ha rivoluzionato le pratiche educative in uso a fine a fine Ottocento:Nelle riflessioni di Rosa e Carolina\, l’asilo è un organismo sociale complesso\, che deve operare tenendo conto di vari livelli\, pratico\, teoretico\, economico\, affettivo e civico: un insieme di persone con ruoli e competenze estremamente differenziati\, ma che concorrono\, ciascuna con le proprie attitudini\, al bene comune.Le sorelle immaginano come potrebbe essere l’asilo del futuro: un ambiente sano\, positivo\, propositivo\, dove esprimere le potenzialità di ognuno\, attraverso l’autonomia di pensiero\, di giudizio e di azione.Ma come portare a compimento un simile progetto? Chi dovrà prendersene cura? Quale dovrà essere il ruolo delle educatrici? Quali sentimenti dovranno ispirare le loro azioni?Un’evidenza si impone a Rosa e Carolina: affetto\, rispetto\, comportamenti ordinati e consapevoli\, cura di sé e aiuto reciproco creano un ambiente familiare sereno: anche lo spazio extrafamiliare del giardino d’infanzia dovrà avere le medesime caratteristiche\, e l’educatrice avrà il compito di ricreare quell’ambiente.Il progetto ideato da Stefano Giovanazzi e coordinato con Francesca Cristellotti e Morena Quardi è patrocinato dalla Provincia Autonoma di Trento\, e vede la collaborazione di numerose istituzioni nella realizzazione degli eventi collaterali programmati: la Federazione provinciale Scuole Materne di Trento per quanto riguarda la didattica\, Numero Civico Rovereto per l’organizzazione e l’interazione con le discipline artistiche\, il Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive e il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento\, Foto Forum e Ar/Ge Kunst di Bolzano\, e AAC Archivio Arte Contemporanea di Rovereto.Nel corso dell’esposizione\, si susseguiranno workshop\, incontri\, conferenze e performance che coinvolgeranno artisti\, autori ed esperti\, offrendo spunti di riflessione sulle pratiche culturali\, artistiche\, linguistiche e formative contemporanee. Bambine e bambini saranno accompagnati a visitare la mostra e a partecipare ai laboratori programmati. In occasione di questi incontri si è pensato di strutturare un evento speciale da dedicare a chi parteciperà ad almeno uno dei quattro laboratori programmati: gli oggetti creati nell’occasione verranno esposti in sala. \nOBIETTIVI DEL PROGETTO \n\nPorre l’esperienza educativa al centro della vita; diffondere il pensiero di Rosa e Carolina Agazzi\nValorizzare le falcoltà immaginative (creatività) e la capacità di collaborazione (mutuo aiuto)\nAprire ad un modo più consapevole di intendere le relazioni fra le persone\nApprofondire il mondo della ragione e dei sentimenti\, dell’intelligenza emotiva e dell’educazione all’affettività\nCostruire relazioni rispettose fra tutti gli esseri viventi: l’ambiente che ci ospita\, come lo siamo noi\, è complesso e fragile\nInvestigare i fondamenti teoretici ed etici della società\n\nREALTÀ CAPOFILA \nEnte San Martino ha una lunga storia in ambito formativo ed educativo: nel 1899 fonda e inaugura a Trento l’Asilo San Martino promuovendo dapprima le linee guida del pensiero di Friedrich Fröbel\, Johann Heinrich Pestalozzi e Ferrante Aporti\, e a partire dal primo dopoguerra le intuizioni di Rosa e Carolina Agazzi. Nel 2020 pubblica e distribuisce negli asili della regione la monografia “Cianfrusaglie. L’Asilo San Martino di Trento e il metodo delle sorella Agazzi”\, preziosa testimonianza storica di un percorso educativo che nella città di Trento ha contribuito a formare generazioni di bambini. Gli aspetti innovativi dei processi educativi evidenziati nel volume investono vari ambiti disciplinari: percettivo\, psicologico\, linguistico\, ideativo e creativo\, etico (cura di sé e degli altri\, mutuo aiuto). L’Ente San Martino ha voluto divulgare i risultati di questa ricerca durata più di due anni\, predisponendo le basi per la realizzazione di ulteriori iniziative culturali ed educative. \nCARATTERI INNOVATIVI \nLe neuroscienze confermano la plasticità dell’esperienza formativa: l’interazione fra dimensione psicologica\, competenze linguistiche\, immaginazione\, creatività e memoria incidono nella vita di ciascuno di noi. Nel 1895 Rosa Agazzi ha la grande intuizione di far convergere in un’unica grande esperienza educativa la molteplicità degli stimoli provenienti dalla realtà\, anticipando così i risultati delle ricerche più attuali. Il progetto rilegge quell’esperienza presentando documenti storici che illustrano la forza di quel metodo multidisciplinare\, mentre eventi collaterali ideati e realizzati da artisti\, curatori\, ricercatori e docenti (più laboratoriali e performativi quelli dedicati ai bambini\, più rilfessivi e teorici quelli per adulti) sono pensati per innescare scambi creativi\, attualizzare il pensiero agazziano e potenziare le nostre capacità. \nREALTÀ PARTNER \nLa complessità arricchisce il progetto: grazie a questi  partner approfondiremo ambiti e discipline che arricchiranno la percezione del fenomeno educativo: \n\nFederazione provinciale Scuole Materne  promuovere il metodo storico e pedagogico agazziano le attività formative di Cianfrusaglie presso le comunità scolastiche associate\nUniversità degli Studi di Trento\, Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive apre uno sguardo nuovo sulla Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione\nUniversità degli Studi di Trento\, Facoltà di Lettere e filosofia introdurrà una riflessione teorico-critica sulle pratiche artistiche contemporanee\nNumero Civico Rovereto propone un confronto fra mondo dell’arte e pedagogia\nFotoforum Bolzano presenta un progetto artistico che ha per tema le Cianfrusaglie\nArge kunst Bolzano riflette sul rapporto tra arte e vita nelle pratiche artistiche contemporanee\n\n 
URL:https://www.museodellecianfrusaglie.it/evento/cianfrusaglie-il-metodo-educativo-delle-sorelle-rosa-e-carolina-agazzi/
LOCATION:Italy
CATEGORIES:Arti visive,Cinema,Critica d'arte,Educazione,Illustrazione,Musica,Pedagogia,Scultura,Sociologia,Storia,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://www.museodellecianfrusaglie.it/wp-content/uploads/2025/09/cianfrusaglie-bianca-ritagliata.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251004T160000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251025T190000
DTSTAMP:20251017T060504Z
CREATED:20250926T130848Z
LAST-MODIFIED:20251017T060504Z
UID:262-1759593600-1761418800@www.museodellecianfrusaglie.it
SUMMARY:Stefano Arienti Ricalco
DESCRIPTION:Fondazione Caritro\, Trento\, ingresso via Garibaldi\n4 – 25 ottobre 2025\nmartedì – sabato\, dalle ore 16.00 alle ore 19.00\nentrata libera e gratuita \nIn occasione di “Cianfrusaglie. Il metodo educativo di Rosa e Carolina Agazzi” siamo lieti di presentare l’installazione dell’artista Stefano Arienti che inaugurerà Sabato 4 Ottobre 2025 ore 11.00\, presso la Fondazione Caritro a Trento in via Garibaldi. \nIl progetto\nUtilizzando semplici tecniche di manipolazione apprese fin dall’infanzia e attivando processi lineari a volte ripetitivi\, Stefano Arienti trasforma oggetti comuni\, spesso di uso quotidiano – come elenchi telefonici\, fumetti\, orari dei treni\, fogli di carta\, locandine e manifesti – in sculture. Queste opere\, pur conservando la fragilità e la transitorietà del materiale impiegato\, rivelano l’interesse dell’artista per le potenzialità comunicative insite nelle immagini della cultura popolare. Le immagini più diffuse e riconoscibili diventano così spunti per una rielaborazione personale. Attraverso gesti semplici come piegare le pagine di un libro\, cancellare parti di un manifesto\, ricalcare sagome mantenendo solo alcuni punti\, o perforare le linee di un disegno\, l’artista modifica la riconoscibilità immediata dell’icona. Questo provoca uno spiazzamento percettivo nell’osservatore\, riducendo il potere comunicativo dell’immagine originale. Il procedimento con cui Stefano Arienti realizza l’opera\, la sua semplicità d’uso\, è strettamente legato al modo in cui l’opera è stata pensata\, immaginata: da sempre interessato all’arte processuale\, in particolare al lavoro di artisti come Alighiero Boetti\, o progettisti designer come Gio Ponti\, l’artista affronta con ironia il confronto con le esperienze più radicali del ‘900 e del 20° Secolo\, come il Futurismo\, l’Arte Concettuale\, l’Arte Povera e il Minimalismo. \n\n\nContinua a leggere\n\nStefano Arienti nasce nel 1961 ad Asola\, nel Mantovano\, da famiglia di origine contadina e trascorre l’infanzia in una vecchia cascina della campagna padana. Da ragazzo sviluppa interesse per gli studi scientifici e alla fine degli anni Settanta si trasferisce a Milano per frequentare la facoltà di Scienze Agrarie\, dove si laurea nel 1986. Durante gli studi conosce alcuni giovani artisti dell’avanguardia milanese tra cui Corrado Levi che sarà il suo primo maestro. Esordisce in campo artistico senza alcuna formazione accademica: la sua creatività prende avvio da riflessioni che\nspaziano dal mondo della biologia a quello della storia dell’arte\, dall’attrazione per la cultura orientale all’amore per la natura\, cui si accompagna la passione per il collezionismo sviluppata fin da bambino.\nNel 1985 partecipa alla sua prima collettiva con Muffe\, intervenendo con gessetti colorati sui muri scrostati e umidi dell’ex fabbrica di motori elettrici Brown Boveri nel quartiere Isola di Milano. É intuibile fin d’ora quella che sarà una costante nella metodologia dell’artista: intervenire su immagini\, oggetti o superfici già esistenti per conferire loro nuovo aspetto e significato. Successivamente espone a Ferrara e a Milano; qui nel 1986 tiene la sua prima personale nello Studio di Corrado Levi e nel 1989 allestisce una mostra presso lo Studio Guenzani: presenta al pubblico la serie delle Alghe\, lunghe e leggere strisce di plastica colorata pendenti dall’alto\, e le Turbine\, sculture ricavate dalla piegatura delle pagine di riviste e volumi di carta industriale: in entrambe le tipologie conta l’aspetto processuale della creazione dell’opera così come la scelta dei materiali\, attinti alla realtà quotidiana. Boetti e Munari\, Tony Cragg e Carla Accardi\, Pino Pascali e Piero Gilardi sono gli artisti che esercitano sul giovane Arienti una sensibile influenza.\nNel 1990 è invitato a partecipare alla sezione “Aperto” della XLIV Biennale di Venezia e dal 1991 espone al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. E’ di questi anni una nuova serie di lavori: i Manifesti cancellati\, i Libri cancellati e le Diapositive graffiate. Alla metà degli anni Novanta\, l’affermazione in campo internazionale dell’artista è sancita dalla partecipazione ad esposizioni allestite in sedi prestigiose come il Museo Reina Sofia di Madrid. In quello stesso\nperiodo Arienti inizia la sua sperimentazione di lavori improntati al rapporto con lo spazio e la società come\, ad esempio\, i Murazzi dalla cima\, intervento su un tratto molto frequentato del lungo Po nel centro di Torino.\nNel 1997 le sue opere figurano in prestigiose mostre collettive come “Pittura Italiana” al Castello di Rivoli e “Fatto in Italia” al Centro d’Arte Contemporanea di Ginevra. Viene inoltre pubblicata\, dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, la prima monografia sull’artista.\nNel 2004 a Roma\, il MAXXI\, Museo delle Arti del XXI secolo\, in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, gli dedica la prima grande personale pubblica. Nello stesso anno Arienti diviene artist in residence presso l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston\, prestigiosa istituzione le cui collezioni di arti decorative e di arte asiatica saranno per lui spunto di nuova ispirazione. Nel 2007 una nuova e altrettanto importante residenza artistica gli viene offerta dall’Artpace di San Antonio nel Texas. Sono di questo momento i lavori eseguiti con la tecnica della traforatura\, per mezzo della punta di un mini trapano\, di materiali diversi attinti per lo più al mondo del quotidiano\, dalle portiere di automobili ai dischi in vinile\, i Macramè\, che propongono i delicati effetti delle omonime trine su\nsupporti inusuali come l’onice o il marmo\, e i Libri tranciati. In questi ultimi anni l’artista si è anche cimentato con grandi installazioni di forte suggestione\, come ad esempio quella denominata Enciclopedia\, allestita nel 2009 con libri e lane cardate nel Complesso di Santo Spirito in Sassia a Roma.\nAlla fine del 2009 molte delle sue opere sono state esposte nella mostra personale allestita nel Palazzo Ducale di Mantova.\nStefano Arienti ha insegnato all’Accademia di Belle Arti di Bergamo e dal 2003 è docente presso la facoltà di Design e Arti all’Università IUAV di Venezia.
URL:https://www.museodellecianfrusaglie.it/evento/stefano-arienti-ricalco/
LOCATION:Fondazione Caritro\, via Garibaldi 10-12\, Trento\, Italy\, 38122\, Italy
CATEGORIES:Arti visive
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museodellecianfrusaglie.it/wp-content/uploads/2025/10/Stefano-Arienti-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251002T173000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251002T183000
DTSTAMP:20251204T103154Z
CREATED:20250926T133310Z
LAST-MODIFIED:20251204T103154Z
UID:272-1759426200-1759429800@www.museodellecianfrusaglie.it
SUMMARY:Stefano Arienti. Ricalco
DESCRIPTION:Stefano Arienti in dialogo con Stefano Giovanazzi\, curatore aac Archivio arte contemporaneaintroduce Denis Viva\, professore associato al Dipartimento di Lettere e Filosofia. \n  \nGiovedì 2 ottobre 2025\, ore 17:30Aula 110\, Dipartimento di Lettere\, Università di TrentoVia Tomaso Gar 14\, 38122 Trento \n  \nIn occasione di “Cianfrusaglie. Il metodo educativo di Rosa e Carolina Agazzi” siamo lieti di presentare l’incontro pubblico con l’artista Stefano Arienti che si terrà Giovedì 2 Ottobre 2025 alle ore 17.30\, presso l’Aula del Dipartimento di Lettere dell’Università di Trento.Stefano Arienti dialogherà con il curatore dell’Archivio di Arte Contemporanea di Rovereto Stefano Giovanazzi del rapporto esistente nel processo artistico fra improvvisazione e tecnica\, strumento ed espediente\, ideazione ed elaborazione materiale\, riflessione e manipolazione. Introduce l’incontro Denis Viva\, professore associato al Dipartimento di Lettere e Filosofia. \n  \nCianfrusaglie e le opere dell’artista Stefano Arienti.Stefano Arienti ha ideato uno specifico allestimento dello spazio espositivo che alla Fondazione Caritro ospita la mostra “Cianfrusaglie. Il metodo educativo di Rosa e Carolina Agazzi”.In particolare\, in occasione di Cianfrusaglie\, l’artista ha pensato di realizzare dei tappeti in ciniglia per consegnarci una sua esperienza molto personale.Sui tappeti ha fatto stampare l’immagine di un’aiuola simile a quella che lui annaffiava quando era all’asilo.Camminando su questi tappeti è possibile ripercorrere non solo quell’esperienza di Stefano Arienti bambino: è possibile ripercorrere anche le nostre\, quelle legate al giardinaggio\, alla cura delle piantine\, ma anche alla cura di sé.Sebbene lontane nel tempo\, alcune immagini riaffiorano con forza nella nostra mente: stiamo riempiendo l’annaffiatoio\, ci avviciniamo alle piantine\, proviamo a versare l’acqua non lontano dalle radici\, ed evitando di danneggiare il gambo e i fiori\, con la cura di cui siamo capaci.Parte integrante dei processi formativi e conoscitivi proposti da Rosa Agazzi\, è sicuramente un’esperienza che conserviamo per sempre dentro di noi. \n\n  \n\nContinua a leggere\nIl processo creativo di Stefano ArientiUtilizzando semplici tecniche di manipolazione apprese fin dall’infanzia e attivando processi lineari a volte ripetitivi\, Stefano Arienti trasforma oggetti comuni\, spesso di uso quotidiano – come elenchi telefonici\, fumetti\, orari dei treni\, fogli di carta\, locandine e manifesti – in sculture. Queste opere\, pur conservando la fragilità e la transitorietà del materiale impiegato\, rivelano l’interesse dell’artista per le potenzialità comunicative insite nelle immagini della cultura popolare. Le immagini più diffuse e riconoscibili diventano così spunti per una rielaborazione personale. Attraverso gesti semplici come piegare le pagine di un libro\, cancellare parti di un manifesto\, ricalcare sagome mantenendo solo alcuni punti\, o perforare le linee di un disegno\, l’artista modifica la riconoscibilità immediata dell’icona.Questo provoca uno spiazzamento percettivo nell’osservatore\, riducendo il potere comunicativo dell’immagine originale. Il procedimento con cui Stefano Arienti realizza l’opera\, la sua semplicità d’uso\, è strettamente legato al modo in cui l’opera è stata pensata\, immaginata: da sempre interessato all’arte processuale\, in particolare al lavoro di artisti come Alighiero Boetti\, o progettisti designer come Gio Ponti\, l’artista affronta con ironia il confronto con le esperienze più radicali del ‘900 e del 20° Secolo\, come il Futurismo\, l’Arte Concettuale\, l’Arte Povera e il Minimalismo. \nStefano ArientiStefano Arienti nasce nel 1961 ad Asola\, nel Mantovano\, da famiglia di origine contadina e trascorre l’infanzia in una vecchia cascina della campagna padana. Da ragazzo sviluppa interesse per gli studi scientifici e alla fine degli anni Settanta si trasferisce a Milano per frequentare la facoltà di Scienze Agrarie\, dove si laurea nel 1986. Durante gli studi conosce alcuni giovani artisti dell’avanguardia milanese tra cui Corrado Levi che sarà il suo primo maestro. Esordisce in campo artistico senza alcuna formazione accademica: la sua creatività prende avvio da riflessioni che spaziano dal mondo della biologia a quello della storia dell’arte\, dall’attrazione per la cultura orientale all’amore per la natura\, cui si accompagna la passione per il collezionismo sviluppata fin da bambino.Nel 1985 partecipa alla sua prima collettiva con Muffe\, intervenendo con gessetti colorati sui muri scrostati e umidi dell’ex fabbrica di motori elettrici Brown Boveri nel quartiere Isola di Milano. É intuibile fin d’ora quella che sarà una costante nella metodologia dell’artista: intervenire su immagini\, oggetti o superfici già esistenti per conferire loro nuovo aspetto e significato. Successivamente espone a Ferrara e a Milano; qui nel 1986 tiene la sua prima personale nello Studio di Corrado Levi e nel 1989 allestisce una mostra presso lo Studio Guenzani: presenta al pubblico la serie delle Alghe\, lunghe e leggere strisce di plastica colorata pendenti dall’alto\, e le Turbine\, sculture ricavate dalla piegatura delle pagine di riviste e volumi di carta industriale: in entrambe le tipologie conta l’aspetto processuale della creazione dell’opera così come la scelta dei materiali\, attinti alla realtà quotidiana. Boetti e Munari\, Tony Cragg e Carla Accardi\, Pino Pascali e Piero Gilardi sono gli artisti che esercitano sul giovane Arienti una sensibile influenza.Nel 1990 è invitato a partecipare alla sezione “Aperto” della XLIV Biennale di Venezia e dal 1991 espone al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. E’ di questi anni una nuova serie di lavori: i Manifesti cancellati\, i Libri cancellati e le Diapositive graffiate. Alla metà degli anni Novanta\, l’affermazione in campo internazionale dell’artista è sancita dalla partecipazione ad esposizioni allestite in sedi prestigiose come il Museo Reina Sofia di Madrid. In quello stesso periodo Arienti inizia la sua sperimentazione di lavori improntati al rapporto con lo spazio e la società come\, ad esempio\, i Murazzi dalla cima\, intervento su un tratto molto frequentato del lungo Po nel centro di Torino.Nel 1997 le sue opere figurano in prestigiose mostre collettive come “Pittura Italiana” al Castello di Rivoli e “Fatto in Italia” al Centro d’Arte Contemporanea di Ginevra. Viene inoltre pubblicata\, dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, la prima monografia sull’artista.Nel 2004 a Roma\, il MAXXI\, Museo delle Arti del XXI secolo\, in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, gli dedica la prima grande personale pubblica. Nello stesso anno Arienti diviene artist in residence presso l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston\, prestigiosa istituzione le cui collezioni di arti decorative e di arte asiatica saranno per lui spunto di nuova ispirazione. Nel 2007 una nuova e altrettanto importante residenza artistica gli viene offerta dall’Artpace di San Antonio nel Texas. Sono di questo momento i lavori eseguiti con la tecnica della traforatura\, per mezzo della punta di un mini trapano\, di materiali diversi attinti per lo più al mondo del quotidiano\, dalle portiere di automobili ai dischi in vinile\, i Macramé\, che propongono i delicati effetti delle omonime trine su supporti inusuali come l’onice o il marmo\, e i Libri tranciati. In questi ultimi anni l’artista si è anche cimentato con grandi installazioni di forte suggestione\, come ad esempio quella denominata Enciclopedia\, allestita nel 2009 con libri e lane cardate nel Complesso di Santo Spirito in Sassia a Roma. Alla fine del 2009 molte delle sue opere sono state esposte nella mostra personale allestita nel Palazzo Ducale di Mantova. Stefano Arienti ha insegnato all’Accademia di Belle Arti di Bergamo e dal 2003 è docente presso la facoltà di Design e Arti all’Università IUAV di Venezia. \nStefano Giovanazzi(Rovereto TN\, 4 marzo 1961). Fondatore e curatore di AAC Archivio Arte Contemporanea di Rovereto. Diplomato all’Istituto Magistrale Rovereto (TN) e di seguito all’Istituto Statale d’Arte\, Trento\, frequenta nei primi anni ‘80 l’Accademia di Belle Arti di Venezia\, dove si diploma in Pittura con l’artista Emilio Vedova. Dal 1994 è presidente dell’associazione culturale Numero Civico. In più di trent’anni di attività ha curato eventi legati all’arte e al pensiero contemporaneo\, e vanno ricordate le collaborazioni con artisti\, musicisti e scrittori\, con musei e istituti culturali\, con governi e istituzioni governative: Senato della Repubblica Italiana\, Ministero per i Beni e le Attività Culturali\, Canadian Embassy\, Gobierno Vasco-Governo Basco (Spagna)\, Instituto Cervantes di Cultura (Spagna)\, The British Council (Gran Bretagna)\, Ministero della Cultura Francese\, Institut Français (Francia)\, Goethe Institut (Germania). \nDenis VivaProfessore Associato\, Dipartimento di Studi Umanistici\, Università di Trento Membro della Scuola di Dottorato in Culture Europee\, Dipartimento di Studi Umanistici\, Università di Trento Membro del Comitato per la Scienza Aperta\, Università di Trento Direttore di Palinsesti. Rivista on-line di arte contemporanea italiana\, edita da TESEO – Università di Trento. https://teseo.unitn.it/palinsesti Membro del Réseau International pour la Formation à la Recherche en Histoire de l’Art. https://www.proartibus.org/membres Membro della Fondazione Kuratorium – VAF-Stiftung.Progetti. Ottobre 2023 – Ottobre 2025 Border Art(E)scapes. Responsabile dell’Unità di Ricerca che coordina l’Unità di Ricerca dell’Università di Trento. PI. prof. Giorgio Bacci (Università di Firenze); altre unità prof. Chiara Brambilla (Università di Bergamo)\, prof. Valentina Porcellana (Università di Aosta)\, prof. Caterina Toschi (Università per Stranieri di Siena). Giugno 2023 XXI École de printemps – RIFHA Organizzazione della XXI École de printemps “Arte e Scienza. Materialità e Medialità”\, Università di Trento. A cura di Denis Ribouillault\, Eva Struhal e Denis Viva. Ottobre 2022 – Dicembre 2024 Oﬃcina Espositiva. Progetto di ricerca principale sostenuto nell’ambito del piano triennale del Dipartimento di Studi Umanistici\, Università di Trento Aprile 2020 – Agosto 2022 La Storia dell’arte nelle scuole secondarie superiori. Progetto di ricerca principale sostenuto dal CeASUM\, Università di Trento. Seminari e workshop sull’insegnamento della Storia dell’arte nelle scuole superiori. 2018-2019 VARIA. Collaboratore per la Regione Trentino Alto Adige Censimento degli archivi video in Italia per il database web https://varia.cultura.gov.it/ 19 aprile 2013 – 18 aprile 2016 CAPTI. Ricercatore del Progetto di Unità di Ricerca sostenuto dal Grant “FIRB 2012” del Ministero dell’Istruzione\, dell’Università e della Ricerca. “Diffondere la cultura visiva: l’arte contemporanea attraverso periodici\, archivi e illustrazioni”: il progetto si è concentrato sulla storia e lo sviluppo dei periodici d’arte italiani dal 1945 al 1980 attraverso pubblicazioni\, convegni e la digitalizzazione di queste riviste su un database web www.capti.it.
URL:https://www.museodellecianfrusaglie.it/evento/stefano-arienti-ricalco-2/
LOCATION:Dipartimento di Lettere e Filosofia\, via Tomaso Gar\, Trento\, TN\, Italy
CATEGORIES:Arti visive,Critica d'arte,Pedagogia,Sociologia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museodellecianfrusaglie.it/wp-content/uploads/2025/09/aiuola-di-giaggiuoli005-scaled.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR